Attacco clamoroso: “Non può giocare in quel club”

Arriva un attacco clamoroso nei confronti di uno dei grandi protagonisti della nostra Serie A: stroncato in diretta

In Serie A spesso non si arriva per caso, ma questo non vuol dire che tutti coloro che hanno l’opportunità di raggiungere la massima categoria siano all’altezza del proprio compito. Vale per i giocatori, vale per gli allenatori, vale anche per i dirigenti, soprattutto quando si parla di Serie A ad altissimo livello. In certi contesti servono figure di spessore, e quando mancano i risultati quasi sicuramente non potranno arrivare. Questo è il pensiero di un grande ex protagonista del nostro campionato, che ha puntato il dito sul Napoli e in particolare sul vero problema della squadra campione d’Italia in questa stagione.

Critiche a un protagonista della Serie A
Un protagonista della Serie A nel mirino della critica: cosa è successo (LaPresse) – Wigglesport.it

A esprimere il proprio pensiero sulle vicende di casa Napoli è stato Andrea Dossena, ex tornante sinistro della squadra che con Mazzarri in panchina fece sognare e tremare mezza Europa. Grande protagonista in maglia azzurra, Dossena conosce benissimo l’ambiente partenopeo e ha avuto modo, seppur da lontano, di analizzare tutto ciò che in questa stagione non sta funzionando o non ha funzionato.

I problemi, d’altronde, sembrerebbero diversi nel club guidato da De Laurentiis. Il presidente non ha sicuramente indovinato la scelta dell’allenatore che avrebbe dovuto prendere sulle spalle l’eredità di Spalletti, ma ha sbagliato anche in alcune dichiarazioni, in alcune manovre, troppo lente e macchinose, di mercato, e in sostanza in tutte le scelte decisive che hanno portato allo sfacelo degli ultimi tempi.

Il vero punto debole del Napoli, però, per Dossena ha un nome e un cognome, ed è l’emblema del fallimento di un progetto tecnico non all’altezza di una squadra con il tricolore sul petto.

Napoli, il colpevole della crisi è lui: l’accusa gravissima di Andrea Dossena

Senza voler togliere meriti e demeriti a professionisti rispettabili che hanno dato molto al mondo del calcio nel passato e nel presente, Dossena ha individuato il punto debole del Napoli in una figura passata troppo in secondo piano nel corso dell’estate e anche in questi mesi.

E non si tratta del presidente, degli allenatori o anche dei giocatori, a loro modo comunque responsabili per una situazione di crisi che nessuno lo scorso giugno avrebbe potuto pronosticare, quanto di colui che aveva il compito di costruire una squadra all’altezza e di gestire al meglio i rapporti tra calciatori e società, ma che finora non è stato all’altezza delle aspettative.

Critiche a Meluso
Napoli, anche Meluso nel mirino della critica: stroncato in diretta (LaPresse) – Wigglesport.it

Si tratta ovviamente del direttore sportivo Mauro Meluso, chiamato da De Laurentiis in estate inoltrata per ricoprire un ruolo che non poteva rimanere scoperto ma fin qui chiamato a prendersi davvero pochissime responsabilità all’interno del club. E questo è un problema, come rivelato da Dossena ai microfoni di TvPlay:  “Il direttore è sicuramente una persona capace, ma non è un profilo adatto al Napoli campione d’Italia“.

Napoli, Meluso nell’occhio del ciclone: tutta colpa del direttore sportivo

Un parere importante e rispettabile ma che appare anche ingeneroso in una situazione di grave caos come quella che si è venuta a generare a Napoli. Anche perché, se c’è una lezione che il club di De Laurentiis ha saputo insegnare agli uomini del calcio nel corso degli anni, è che non conta il nome e il curriculum per poter raggiungere risultati importanti, quanto la professionalità e il lavoro. Altrimenti, non avremmo avuto i vari Kvaratskhelia, Kim, Anguissa, Koulibaly, Sarri, o anche Bigon e Giuntoli.

Napoli, che critica alla società
critiche al club azzurro (Lapresse) Wigglesport

Insomma, Meluso avrà anche un curriculum non all’altezza del palcoscenico, ma avrebbe potuto dimostrare di essere adeguato a un club come il Napoli, se De Laurentiis lo avesse scelto effettivamente per svolgere il suo ruolo e non, come dall’esterno sembra, per svolgere solo un compito di rappresentanza con potere limitato o addirittura inesistente.

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