Addio a Tosel, il giudice sportivo che ha segnato un’era in Serie A

Addio a Tosel, il giudice sportivo che ha segnato un'era in Serie A

Addio a Tosel, il giudice sportivo che ha segnato un'era in Serie A - ©ANSA Photo

Stefano Cerulli

6 Gennaio 2026

Questa mattina, all’età di 85 anni, è venuto a mancare Gianpaolo Tosel, una figura di spicco non solo nel panorama del calcio italiano, ma anche in quello della giustizia italiana. Originario del Friuli, Tosel ha dedicato gran parte della sua vita professionale alla magistratura, dove ha ricoperto ruoli fondamentali e ha partecipato a inchieste di grande rilevanza, come quella sulle Brigate Rosse. La sua carriera nel sistema giudiziario è iniziata nel 1962 e ha visto un culminare significativo quando, dal 1989 al 2000, ha servito come procuratore capo di Udine.

La carriera nella magistratura

Il suo percorso nella magistratura ha segnato un’epoca, non solo per l’impatto delle sue inchieste, ma anche per il suo approccio rigoroso e imparziale. Tosel è stato un magistrato rispettato, conosciuto per la sua integrità e il suo impegno nel garantire che la giustizia fosse servita. Dopo aver lasciato la magistratura nel 2000, ha continuato a servire la comunità in altri modi, ricoprendo il ruolo di difensore civico regionale, dove ha potuto utilizzare la sua esperienza per tutelare i diritti dei cittadini.

L’amore per il calcio e la giustizia sportiva

Oltre alla sua carriera giuridica, Tosel era un grande appassionato di calcio. La sua passione per questo sport lo ha portato a intraprendere una carriera parallela nell’ambito della giustizia sportiva. Ha iniziato come collaboratore all’ufficio inchieste della Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC) e successivamente ha lavorato con il tribunale disciplinare. Questi ruoli gli hanno permesso di approfondire la conoscenza delle problematiche legate al calcio italiano, un contesto dove la giustizia sportiva gioca un ruolo cruciale nel mantenere l’integrità del gioco.

Nel 2007, Tosel ha raggiunto un traguardo significativo, venendo nominato giudice sportivo dalla Lega di Serie A. In questo ruolo, ha avuto il compito di garantire che le regole del gioco venissero rispettate e che le eventuali violazioni fossero sanzionate in modo equo. La sua esperienza e competenza gli hanno permesso di gestire situazioni complesse e controversie che spesso sorgono nel mondo del calcio, dove le emozioni sono elevate e le pressioni enormi.

L’eredità di Tosel

Durante il suo mandato come giudice sportivo, Tosel ha dovuto affrontare numerosi casi di rilevanza mediatica, contribuendo a plasmare la disciplina nel calcio italiano. La sua capacità di prendere decisioni difficili, spesso sotto l’occhio attento dei media e del pubblico, è stata una delle sue caratteristiche distintive. La sua autorità e serietà nel trattare ogni caso hanno fatto sì che guadagnasse il rispetto non solo dei club e dei calciatori, ma anche dei tifosi, che vedono in lui una figura di riferimento per la giustizia nel calcio.

La carriera di Tosel non è stata priva di controversie, poiché alcune delle sue decisioni hanno suscitato dibattiti accesi tra i tifosi e gli esperti del settore. Tuttavia, la sua dedizione al principio di equità e giustizia ha sempre prevalso, permettendogli di mantenere un approccio imparziale anche in situazioni difficili. Il suo operato ha contribuito a elevare il livello della giustizia sportiva in Italia, rendendo il campionato di Serie A un esempio di come la disciplina e il rispetto delle regole siano fondamentali per il corretto andamento delle competizioni.

Oltre al suo lavoro nel calcio, Tosel ha sempre mostrato un forte impegno per la comunità. Come difensore civico, ha lavorato per promuovere i diritti dei cittadini e per garantire che le istituzioni rispondessero alle loro esigenze. La sua carriera è stata caratterizzata da un’attenzione costante alla giustizia sociale, che ha cercato di portare sia nel suo lavoro di magistrato che in quello di giudice sportivo.

La notizia della sua morte ha suscitato un’ondata di cordoglio nel mondo del calcio e non solo. Molti dei suoi colleghi, ex calciatori e tifosi hanno condiviso messaggi di rispetto e ammirazione per il suo operato. La sua eredità nel mondo della giustizia sportiva e nel sistema legale italiano rimarrà indelebile, e il suo esempio continuerà a ispirare le future generazioni di professionisti del settore.

Gianpaolo Tosel non è stato solo un giudice sportivo, ma un uomo che ha dedicato la sua vita al servizio della giustizia, sia nel campo legale che in quello sportivo. La sua passione per il calcio, unita alla sua integrità professionale, ha lasciato un segno profondo nel cuore di molti, e la sua scomparsa rappresenta una perdita significativa per l’intera comunità.

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