Il mondo del calcio è in lutto per la scomparsa di Rino Marchesi, avvenuta all’età di 88 anni. Marchesi, una figura iconica del calcio italiano, ha lasciato un’impronta indelebile sia come calciatore che come allenatore. Da calciatore, Marchesi è stato uno dei protagonisti della Fiorentina degli anni ’50 e ’60, contribuendo a scrivere pagine importanti della storia viola. Il suo palmarès include quattro trofei: due Coppe Italia, una Mitropa Cup e la Coppa delle Coppe nel 1961. Questi successi hanno consolidato la sua reputazione come uno dei “leoni di Ibrox”, un appellativo affettuoso riservato ai giocatori che hanno dato il massimo per la maglia viola.
Nato a San Giuliano Milanese, Rino Marchesi ha vissuto gran parte della sua vita a Firenze, precisamente a Sesto Fiorentino. Questa scelta non è stata casuale, dato il legame profondo che aveva sviluppato con la città e con la Fiorentina. La notizia della sua morte ha suscitato un’ondata di cordoglio tra i tifosi e le istituzioni. La sindaca di Firenze, Sara Funaro, e l’assessora comunale allo sport, Letizia Perini, hanno espresso il loro dolore per la perdita di un uomo che ha rappresentato un esempio di professionalità e dedizione. “Firenze saluta con profonda commozione uno dei protagonisti di una delle più belle pagine della storia della Fiorentina e del calcio italiano“, hanno dichiarato. I messaggi di cordoglio sono arrivati anche da parte del Napoli e della Fiorentina, due club con cui Marchesi ha avuto una relazione significativa durante la sua carriera.
La carriera da calciatore
Il percorso da calciatore di Marchesi è stato ricco di successi. Dopo aver indossato la maglia della Fiorentina, ha trascorso cinque stagioni con la Lazio, prima di chiudere la carriera al Prato. È particolare notare come, nonostante la sua carriera fosse già ben avviata, Marchesi abbia saputo reinventarsi e diventare un allenatore rispettato nel panorama calcistico italiano. La sua carriera da tecnico è decollata alla fine degli anni ’70, quando:
- Riuscì a salvare l’Avellino per due stagioni consecutive.
- Attirò l’attenzione del Napoli, dove allenò per la stagione 1980-81.
- La squadra partenopea lottò per il titolo di campione d’Italia, competendo con club storici come la Roma e la Juventus.
Le esperienze da allenatore
La carriera di Marchesi come allenatore è stata segnata da diverse esperienze in club di alto profilo. Dopo il Napoli, ha avuto l’opportunità di allenare l’Inter, ma il ritorno a Napoli è avvenuto a stagione già iniziata, complicando il suo lavoro. Successivamente, la sua carriera lo ha portato alla Juventus, dove ha sostituito Giovanni Trapattoni, un compito difficile considerando la grandezza del tecnico che lo aveva preceduto e la presenza di stelle come Michel Platini nella rosa bianconera. Tuttavia, l’esperienza alla Juventus non ha soddisfatto le aspettative, e Marchesi ha continuato la sua carriera con una serie di incarichi all’Udinese, al Como, al Venezia, alla Spal e infine al Lecce nel 1994.
Il legame con Maradona
Un aspetto fondamentale della carriera di Rino Marchesi è stato il suo ruolo di primo allenatore di Diego Armando Maradona in Italia. Maradona, considerato uno dei più grandi calciatori di tutti i tempi, ha iniziato la sua avventura nel calcio italiano sotto la guida di Marchesi al Napoli. Questo legame ha avuto un impatto significativo sia sulla carriera del calciatore argentino che sulla storia del club napoletano, che sotto la gestione di Maradona ha conosciuto un periodo di straordinaria gloria, culminando con la conquista di due scudetti.
I funerali di Rino Marchesi si terranno martedì 3 marzo alle 11 nella Pieve di San Martino in piazza della Chiesa a Sesto Fiorentino, un luogo che rappresenta non solo la sua residenza, ma anche il legame profondo che aveva con la comunità toscana. La sua scomparsa lascia un vuoto incolmabile nel cuore di molti tifosi e appassionati di calcio, che ricorderanno sempre il suo contributo al mondo del pallone e il suo amore per il calcio. La figura di Rino Marchesi rimarrà nella memoria collettiva come un simbolo di passione, professionalità e dedizione, elementi che hanno caratterizzato tutta la sua carriera, sia come calciatore che come allenatore.
