Addio a Gianni Vasino, il volto indimenticabile del calcio in tv - ©ANSA Photo
Il mondo del calcio e della televisione italiana è in lutto per la scomparsa di Gianni Vasino, un leggendario giornalista e telecronista che ha segnato un’epoca. È morto all’età di 88 anni, lasciando un’eredità indelebile nel panorama sportivo nazionale. La sua carriera, iniziata negli anni ’60, è stata caratterizzata da una passione contagiosa per il calcio, da una voce inconfondibile e da un modo di raccontare le partite che ha saputo affascinare generazioni di tifosi.
Nato a Serravalle di Berra, un piccolo comune in provincia di Ferrara, il 5 novembre 1936, Gianni Vasino si trasferì con la famiglia a Sanremo, dove iniziò a coltivare il sogno di diventare giornalista. La sua carriera nel giornalismo iniziò con collaborazioni con quotidiani locali, ma fu il suo arrivo in Rai a segnare un cambiamento decisivo.
Nel 1970, Vasino entrò a far parte del team di “90° Minuto”, una trasmissione che sarebbe diventata un cult per gli appassionati di calcio. Sotto la direzione di Paolo Valenti, Vasino si distinse per il suo stile diretto e coinvolgente, diventando uno dei volti più riconoscibili della trasmissione. Con il suo modo di raccontare le partite, riusciva a trasmettere l’emozione del momento, facendo vivere agli spettatori ogni istante come se fossero presenti allo stadio.
La sua carriera non si limitò però alla Rai. Con l’avvento delle televisioni private, Vasino si trasferì a Telenord, un’emittente televisiva ligure. Qui realizzò un colpo storico che rimase negli annali della televisione italiana: fu il primo a ingaggiare il cardinale Tarcisio Bertone come telecronista per le partite di calcio. Questo evento, avvenuto nel 2004 durante la telecronaca di Sampdoria-Juventus e successivamente di Genoa-Torino, colpì l’immaginario collettivo e dimostrò la capacità di Vasino di innovare e attrarre l’attenzione su temi insolitamente legati alla religione.
La carriera di Gianni Vasino è stata costellata di successi, ma anche di difficoltà. Come molti professionisti del settore, ha dovuto affrontare le sfide legate all’evoluzione del panorama televisivo e dell’informazione sportiva. Tuttavia, la sua dedizione e la sua passione lo hanno sempre guidato, permettendogli di adattarsi e rimanere rilevante in un settore in continua evoluzione.
Vasino non era solo un telecronista; era un narratore. La sua abilità nel raccontare le storie dietro le partite e i giocatori ha lasciato un segno profondo. Molti dei suoi ascoltatori ricordano le sue telecronache non solo per le informazioni tecniche, ma anche per la capacità di evocare emozioni e creare un legame tra il pubblico e il gioco. La sua voce, calda e avvolgente, era in grado di trasmettere l’adrenalina di un gol, la tensione di un rigore e la gioia di una vittoria.
La scomparsa di Gianni Vasino ha suscitato un’ondata di cordoglio nel mondo del calcio e della televisione. Monti, editore di Telenord, ha espresso il dolore della comunità televisiva, dichiarando: “Siamo addolorati per la scomparsa di un grande professionista che ha fatto parte della nostra famiglia televisiva.” Queste parole rispecchiano il sentimento di molti che hanno avuto il privilegio di ascoltarlo e di apprendere dal suo esempio.
Il lascito di Gianni Vasino va oltre le sue telecronache. Ha ispirato generazioni di giornalisti e appassionati di calcio a seguire le proprie passioni e a raccontare le storie del mondo sportivo con autenticità e dedizione. La sua carriera è un esempio di come il giornalismo sportivo possa essere non solo informativo, ma anche emotivo e coinvolgente. Con lui, il calcio non era solo uno sport, ma un linguaggio universale capace di unire le persone.
Mentre il mondo del calcio continua a evolversi, il ricordo di Gianni Vasino resterà vivo nel cuore di chi ha avuto la fortuna di ascoltarlo. La sua passione e il suo impegno per il calcio italiano rimarranno un faro per le future generazioni di giornalisti e telecronisti.
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